FCI SARDEGNA: RINNOVO NEL SEGNO DELLA CONTINUITA’
IL MANTRA DI DESSI’: “SOSTEGNO ALLE SOCIETA’, FORMAZIONE E RECLUTAMENTO”

Lo scorso 21 dicembre la FCI Sardegna ha rinnovato le proprie cariche federali per il
quadriennio olimpico 2025-2028. Il numero uno del comitato regionale sardo sarà ancora
Stefano Dessì. Ad accompagnarlo, nei prossimi 4 anni , saranno il Vice Presidente Vicario
Roberto Casu, il Vice Presidente Massimo Montisci ed i Consiglieri Gianfranco Muccelli e
Fabrizio Callai. Nominato Segretario esterno del Consiglio anche l’ex Direttore di corsa
internazionale Carlo Pietro Spanu.

Complimenti Presidente, terzo mandato. Sono più le soddisfazioni o il senso di
responsabilità?
Entrambe, per via della consapevolezza che questo nuovo incarico sarà ancora più difficile e
ricco di insidie.

Avete vantaggi ?
L’esperienza pregressa è uno di questi, ma anche la continuità di lavoro. Saranno questi gli
elementi chiave per superare momenti difficili per lo sport sardo.

Da dove nascono le difficoltà?
La recente Riforma dello Sport e le nuove normative generano incombenze che gravano
sulle realtà sportive e sul mondo federale. Serve un grande sforzo da parte di tutti. Noi
abbiamo il compito di essere vigili e vicini nel sostenere tutti gli attori del nostro movimento.

Questa riforma la soddisfa ?
A metà. E’ in parte giusta perché va a regolarizzare ambiti e posizioni che necessitavano di
un intervento legislativo atto a tutelare i lavoratori sportivi, la trasparenza delle risorse
pubbliche e il controllo sull’abuso o l’elusione delle normative fiscali. Il tutto a garanzia del
mondo sportivo e dei cittadini.

Però?
Sarebbe stato meglio scindere, separare le situazioni, tutelando al massimo il vero
volontariato, quello puro che tiene in vita l’ossatura portante dello sport di base.

Il nuovo consiglio. Non mancano le novità.
Ringrazio, intanto, le società per la fiducia riposta. Ringrazio i consiglieri confermati,
Massimo Montisci e Gianfranco Muccelli per il lavoro svolto e per quanto ancora faremo in
futuro. Sarà preziosa la competenza ed esperienza del nuovo vicepresidente vicario Roberto
Casu e del neo consigliere Fabrizio Callai. Dò inoltre il benvenuto al delegato del Comitato
Provinciale di Oristano, Carlo Spanu, che assumerà il ruolo di nuovo Segretario esterno. La
sua esperienza di apprezzato Direttore di Corsa internazionale è il miglior biglietto da visita.

Primi step di lavoro ?
Stiamo dando avvio alle nuove nomine dei settori. Sono necessarie per mettere in moto la
macchina del comitato.

Le prospettive, invece?
Sono quelle di sostenere le discipline più in affanno, su tutte, le gare su strada giovanili e il
ciclismo femminile. Poi il reclutamento generale. Incentivare il rapporto tra società e scuola,
ad esempio, è certamente uno strumento da percorrere.

La politica sta facendo abbastanza?
Non è mai abbastanza. L’insularità è un dato di fatto e la Regione Sardegna è lontana dal
garantire pani opportunità, non solo nello sport. Non abbiamo condizioni che generano
pari dignità. Siamo ben lontani dalla sufficienza.

I nostri giovani, però, avanzano.
Vero, anche se a piccoli passi. Va detto che siamo in pochi, la base ha numeri ridotti e i
livelli nazionali giovanili sono piuttosto elevati. Quando poi c’è il talento, spesso si sbaglia
alla base, generando troppe pressioni che generano abbandono.

La stella sarda del 2024?
Enrico Balliana, negli ultimi anni, ha vinto due titoli italiani nella mountain bike e sta
facendo bene anche nel ciclocross. E’ un talento che si sta avvicinando con merito alle
categorie giovanili internazionali. Sta arrivando per lui la maturità, ma i valori degli avversari
crescono. Non mancano, in Sardegna, anche altri giovani di valore.

Ultimi obiettivi?
Diversi, e non ultimi, sono la formazione dei tecnici, una struttura tecnica regionale che
abbia un rapporto diretto e di confronto con le società. Vorremmo programmare
allenamenti collegiali per le varie categorie. Colmare alcuni vuoti territoriali che in passato
hanno fatto la storia del ciclismo sardo, come la provincia di Sassari che oggi non riesce a
trovare il giusto ricambio generazionale a livello dirigenziale. Soffriamo anche i territori del
Nuorese, dell’Ogliastra e dell’Oristanese dove anche lo spopolamento incide parecchio.

E’ un paradosso. Dove si può pedalare siamo in pochi. Dove siamo in tanti mancano le
strutture.
Esattamente. La densità di popolazione sarda si è spostata nell’Hinterland ma qui, allenarsi è
dura. Confido nella imminente apertura, dopo un investimento di un milione di euro, del
velodromo di Quartu S.Elena per cambiare registro. Darà sfogo alla disciplina su pista,
l’unica ancora assente in Sardegna, ma con l’eliminazione del vecchio campo da calcio e la
realizzazione di un pistino interno, le società potranno entrare per fare attività polivalente e
vera scuola di ciclismo a 360°. Sarà questa, credo, la più bella notizia del 2025.

Mauro Farris
Ufficio Stampa FCI Sardegna